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Viaggi e mondo Marzo 2013

Proviene dalle Ande peruviane l’albero sempreverde di cui ci occupiamo oggi: lo  Schinus molle L.  conosciuto in Italia con il nome comune di Falso pepe.  Albero elegante e ornamentale, dal portamento cadente simile al salice,  è facile da riconoscere per le sue foglioline strette e lanceolate (imparipennate e pendenti con una curvatura a falce, ad inserzione alterna) e per i suoi frutti aromatici  (delle piccole drupe rosse ) che sanno appunto di pepe e che vengono utilizzati (in basse proporzioni, perché in grandi quantità  possono essere tossici) per miscelare tipi di pepe diversi.  Il Falso pepe può crescere fino a 15 metri di altezza,  ama il sole e resiste a basse temperature (anche -7° C). Per la facile germinabilità dei suoi semi (portati in giro dagli uccelli) è considerato invasivo (in particolare in Australia e in Sudafrica). Nonostante questo in Italia è albero di moda da diversi secoli (viene nominato per la prima volta nel 1605) e lo si può trovare ancora oggi nei nostri giardini. Deve il suo nome a Carlo Linneo che nel nome del genere volle specificare  la sua somiglianza  con il lentisco (appartiene infatti alla sua stessa famiglia, quella delle Anacardiaceae)  chiamato in greco  “schinos” e  in quello della specie facendolo derivare da “molli”  il  nome con il quale era chiamato nella lingua Quechua degli  Inca che  ne usavano  la parte esterna del frutto (non quella interna più amara) per farne una bevanda. Pirul è il suo nome spagnolo e messicano, Peruvian peppertree e Californian pepper tree quelli inglesi . E’ anche chiamato Mastice peruviano per l’uso che si faceva in passato, in America,  della sua resina (estratta dal tronco e ricca di olii essenziali,) che veniva masticata come chewing gum . Pianta dioica , porta i suoi fiori bianco-giallastri, riuniti in pannocchie pendenti che fioriscono d’estate (in giugno-luglio),  su alberi separati. Fate attenzione agli alberi maschili e al suo polline perché respirarlo , in alcune persone sensibili, può provocare delle reazioni allergiche (potete invece stare tranquilli con gli alberi femminili, ovvero quelli che portano i frutti). Due sono gli esemplari storici di Schinus molle L. sui quali fermiamo la nostra attenzione. Il primo è quello che si trova in California nella  Mission San Luis Rey de Francia, un’antica missione spagnola nei pressi della città di Oceanside (vedi nella foto), famoso perché, oltre ad  il primo ad essere stato piantato in America (nel  1830, con semi provenienti dal Messico, un esemplare maschile, il vero patriarca di tutti i Californian tree pepper) ha visto ambientare sotto le sue fronde nel 1957 (ma anche in tutta l’ex missione spagnola)  la prime serie di Zorro, della Walt Disney, quella con Don Diego De La Vega interpretato da Guy Williams. Il secondo invece è quello che si trovava a Sanremo nella Villa Meridiana ( sede  della Stazione Sperimentale per la Floricoltura “Orazio Raimondo” , diretta dall’agronomo  Mario Calvino e dalla botanica Eva Mameli) entrato nella storia della Letteratura Italiana per essere stato l’ispiratore del “Barone Rampante” di Italo Calvino. Uno Schinus molle L. dal portamento basso e policormico,  che permetteva al bambino Italo Calvino, di arrampicarsi facilmente sui suoi rami contorti ma resistenti e di passare lunghe ore a  giocare e  meditare. Così come succede al barone rampante Cosimo Piovasco di Rondò che :   salì fino alla forcella d’un grosso ramo dove poteva stare comodo, e si sedette lì, a gambe penzoloni, a braccia incrociate con le mani sotto le ascelle, la testa insaccata nelle spalle, il tricorno calcato sulla fronte. Nostro padre si sporse dal davanzale : “ Quando sarai stanco di star lì cambierai idea!” gli gridò “Non cambierò mai idea”  fece mio fratello, dal ramo. “Ti farò vedere io, appena scendi!” “E io non scenderò più!” E mantenne la parola.” Un Falso pepe solo ispiratore però, perché nel racconto l’autore parla di  un Elce, ovvero un Leccio, Quercus ilex L. albero più comune e facile da immaginare. Allora, se vi capiterà di passeggiare per le strade di Lima, fermatevi ed osservare nei negozi le stoffe tessili realizzate secondo la Cultura Wari (vedi foto)nel passato venivano tinte con un colorante dai toni gialli estratto proprio dal tronco opportunamente trattato dello Schinus molle L. il Molle huiñan  considerato dai peruviani. “albero virtuoso”.

Antimo Palumbo

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