Viavai Gennaio 2010

“Prossima svolta  a destra, Via Manfredonia, angolo via Prenestina”. Se  uno straniero, o abitante di un’altra città italiana,  che  si trovasse in macchina dalle parti del quartiere Quarticciolo, dovesse fidarsi delle istruzioni che compaiono sul video del suo navigatore satellitare  ragionevoli dubbi avrebbe  sul fatto di essere a Roma. Una città dove la qualità del verde e la cura degli alberi sembra essere al primo posto nelle attenzioni degli amministratori. Roma: la città che ha ospitato l’11 Dicembre di quest’anno un importante convegno sulla stabilità degli alberi organizzato dalla S.I.A. (Società Italiana di Arboricoltura) con Chris Mattheck l’inventore del VTA (Visual Tree Assesment) il sistema per valutare la sicurezza degli alberi in città , un convegno della durata di due giorni :il primo riservato agli addetti ai lavori (alla modica cifra di 150 euro, 80 per i soci S.I.A. sul perché di questa cifra mi è stato fatto notare che nel prezzo era compreso anche un buffet) e il secondo agli operatori del Servizio Giardini per il quale Mattheck secondo quello scritto da un comunicato stampa ufficiale dell’Assessorato all’Ambiente: dopo aver tenuto un importante Corso di Formazione e aggiornamento ha speso parole di apprezzamento per l’elevata qualità dei tecnici del Servizio Giardini che in questi mesi hanno svolto un enorme lavoro prima con dati record nelle potature e poi con le operazioni di ripiantumazione. Lavori eseguiti sempre seguendo precisi e rigorosi criteri scientifici”. Ma noi sappiamo che difficilmente i navigatori satellitari si sbagliano e passando per via Manfredonia  l’osservatore straniero commenterebbe stupito “Non ci posso credere , è possibile che si possa vedere questo? Si siamo a Roma,  non in una città troglodita dei continenti sperduti. Ma chi scrive questi comunicati di che città sta parlando?” E  così una città sulla carta apparentemente perfetta ordinata e sicura dove tutto avviene secondo “precisi e rigorosi criteri scientifici” si scontra con una realtà dai contorni devastanti e tristi per ciò che riguarda la cura degli alberi che non può provocare in chi la guarda rabbia e necessità e volontà di cambiare. Appena si gira dalla Prenestina e si entra in via Manfredonia si assiste infatti al raccapricciante spettacolo di un intervento di capitozzatura effettuato su dei platani (quattro in una piazza) ma anche altri nei palazzi adiacenti e di una potatura radicale su un cedro, diventato una chimera botanica dopo che gli sono stati tolti tutti i rami e lasciati con una punta appiattita  e che un botanico distratto potrebbe confondere con un albero di un genere diverso. Andando più avanti lo spettacolo diventa ancora più sconvolgente quando sulla sinistra ci si presenta alla vista  (in un giardino di uno dei lotti del Quarticciolo) una palma (Phoenix canariensis) colpita dal punteruolo rosso con molti rami caduti a terra, abbandonati a loro stessi ormai da più di un mese con centinaia di bozzoli del pericoloso insetto che sta distruggendo le palme di Roma (che andrebbero immediatamente rimossi secondo norme stabilite dal servizio fitosanitario della Regione Lazio) , a portata dei bambini che li usano giocandoci a calcio. Altro comunicato stampa , un  comunicato ufficiale dell’Assessorato all’Ambiente del Comune di Roma uscito sul Corriere della Sera “Punteruolo rosso, epidemia? Non ci riguarda. Delle 4000 palme del Comune di Roma è stato colpito solo l’1% . Una gaffe incredibile un non voler vedere il problema, al quale dopo l’iniziale “ma io che c’entro? Mica è colpa mia?” l’Assessorato sta correndo ai ripari con l’organizzazione di un prossimo convegno scientifico, visto che l’epidemia avanza a ritmi impressionanti. (Sul punteruolo rosso – del quale abbiamo già parlato seguendo anche la  devastazione avvenuta nella zona dei Villini dove ne sono rimaste solo due – parleremo nei prossimi numeri, come anticipo ricordo l’organizzazione di una  manifestazione che sto organizzando per la seconda metà di Febbraio per coinvolgere attivamente il Governo ad intervenire per “salvare il salvabile” Per seguire gli sviluppi c’è un gruppo su Facebook  Le palme di Roma stanno morendo, facciamo qualcosa per fermare l’epidemia” ). Due città quindi quella reale e quella dei comunicati? Punti di vista differenti, propaganda politica? Probabilmente per ciò che riguarda gli “orrori verdi” visti al Quarticciolo le responsabilità non riguardano il Servizio Giardini (lo spero vivamente) ma riguardano una ditta privata che ha eseguito le capitozzature   autorizzata da chi, come e con quali criteri per svolgere una simile azione deturpante, questo non lo sappiamo, (non si capisce perché un pergolato in un balcone del centro danneggia l’ambiente e il paesaggio storico e quindi è sanzionabile con rimozione e multe salate, mentre invece la distruzione dell’estetica e della salute – oramai quegli alberi sono spacciati- non viene considerata un  distruzione di un bene ambientale che appartiene alla fruizione estetica degli abitanti che ci vivono accanto. Ancora quanto dovrà aspettare Roma per poter avere il suo “Regolamento sulla tutela del Patrimonio arboreo pubblico e privato” nel quale comprendere e sanzionare anche simili interventi di distruzione del nostro patrimonio arboreo cittadino? ) mentre per la palma abbandonata a se stessa (con tutti i coleotteri che  hanno avuto tutto il tempo a disposizione per colonizzare tutte le palme adiacenti nel giro di diversi chilometri) le responsabilità sono del condominio della case popolari che non si è occupato di rimuovere la palma  secondo le norme predisposte dalla Regione Lazio.  Lavorare affinché lo scarto sulle due città,  quella del centro e quella della periferia, quella dei comunicati e quella reale,  nel tempo non diventi cesura sarà nostro compito per salvaguardare nel futuro l’immagine della nostra città.

Antimo Palumbo

Annunci