a7Viavai Luglio/Agosto 2008

Ci siamo, l’emergenza punteruolo, che sta distruggendo le Palme di mezzo mondo è giunta anche nelle strade dei nostri municipi. In Via A. Balbi , infatti, una palma antica, sicuramente originaria del complesso storico del quartiere dei Villini dei ferrovieri (che fu inaugurato dal re il 31 Maggio del 1919, quindi potrebbe aver avuto 90 anni ) è stata attaccata (in agosto/settembre dello scorso anno)da questo vorace coleottero ed impressionante è stata passandoci accanto la vista di qualche mese fa (è stata rimossa a maggio) del suo “portamento adduggiato” e cioè : perdita dell’apice vegetativo, cima scomparsa, foglie secche e biancastre completamente appiattite. Una sintomatologia che si manifesta quando ormai l’infestazione è già in uno stato avanzato. Ma scopriamo insieme le caratteristiche di questo vorace animaletto. Il Rynchophorus ferrugineus (Olivier) è un coleottero curculionide,originario dell’Asia meridionale e della Melanesia, passato dall’Arabia all’Egitto e poi in Spagna. “Affezionato” inizialmente alla Cocos nucifera (ha distrutto intere piantagione di Palme da cocco in India) ha poi spostato i “suoi gusti” sulle Phoenix (in particolare le canariensis, le palme più diffuse in Italia) . Ama , e questo ancora gli specialisti non hanno capito perché, le palme maschio (la palma è una pianta dioica e ci sono esemplari “maschili” e “femminili”) anche se si è visto “dopo aver fatto fuori il maschio”  senza nessun problema si può attaccare alla palma femmina. E’ stato importato in Italia , probabilmente dall’Egitto, da piante infette non controllate . Ora invece ci sono passaporti da esibire  e periodi di quarantena da passare in casi sospetti di contagio. Alcuni dicono che ci possano essere stati degli untori, vivaisti senza scrupoli interessati a vendere nuove palme. I primi casi accertati in Italia si sono verificati ad Acireale nel 2000 . Veniamo alle particolarità dei suoi cicli riproduttivi . Il “conquistadores della palma” è il maschio che sceglie spesso palme già sofferenti (lesionate da potature, carenze idriche, eventi atmosferici, etc..) , può volare anche per migliaia di metri , una volta trovato il suo “habitat” giusto avverte con i suoi feromoni le femmine che arrivano in gruppo (uno dei rimedi tentati inizialmente per combatterlo: sacchetti di naftalina da mettere nei rami, serviva a confondere queste comunicazioni tra maschio e femmina, solo che per la tossicità della naftalina sulla pianta è oramai sconsigliata). L’accoppiamento può durare 25/30 giorni e ad ogni “unione” la femmina può deporre 10/15 uova per un totale di 300 uova ad accoppiamento. La femmina poi scava con il rostro la parte tenera della palma (alla base delle foglie e dei germogli, nelle ferite da potature) per infiggere dentro le uova. Dopo 3 giorni le uova si aprono e le larve cominciano a nutrirsi a spese dei tessuti del fusto e la svuotano un po’ alla volta, sviluppando un forte odore di vino in putrefazione (il punteruolo non resiste sotto i 4 ° C ma nella fase di fermentazione può resistere a temperature oltre i 50 ° C ). Le larve arrivano a maturità in 96 giorni, a questo punto cessano di alimentarsi , producono un bozzolo ed entrano nella fase “pupale” che può durare dai 13 ai 50 giorni. Quindi, ispezionando una palma,  3 sono “gli elementi da ricercare” : 1. il coleottero (ha un  colore che va dal ruggine al marrone rossastro con striature nere  di forma e numero e la lunghezza di 4 centimetri ) 2. le uova 3. i bozzoli. Adesso che sappiamo tutto sulla sua storia dobbiamo chiederci “che fare per prevenirlo e sconfiggerlo? Attualmente ancora non ci sono delle linee chiare e precise di intervento e si tende ancora a “brancolare nel buio” . Attenzione, comunque , perché luglio/agosto/settembre sono i mesi nei quali la sua attività e al suo massimo. Questi i possibili interventi consigliati : 1) Prevenzione : non tagliare e tanto meno potare le palme. Controllare lo stato e la cima della palma. La vibrazione della motosega potrebbe far scappare i coleotteri in azioni sulle palme adiacenti (questa finora è stata la principale causa di contagio) 2. Lotta biologica, sono state messe in azione in diverse città delle trappole biologiche a feromoni maschili che attraggono le femmine che rimangono incollate, ma l’aspetto negativo di questa “tattica” è quella di aumentare il flusso delle femmine colonizzatrici, Si stanno studiando invece la possibilità di utilizzare insetti/animali antagonisti . Sorprendente è l’esempio di Piazza Cavour  a Roma dove le Palme sono al sicuro dall’azione “continua ed ispettiva” dei topi che “abitano “ nella zona che ci salgono sopra e si mangiano i coleotteri. 3 ) Endoterapia a Roma e a Ostia sono in via di sperimentazione dei trattamenti con insetticidi (Vertimec a base di Abamectina) iniettati alla base della palma che sembrano stiano dando dei buoni risultati e così l’uso di un ricostituente fogliare il  Glucophoenix  da spruzzare sulla corona della palma dall’alto. Se molti addetti ai lavori sono in azione in questo periodo alla affannosa ricerca di risultati duraturi soddisfacenti nessuno però si è mai chiesto quali  possano essere state le cause all’insorgere di questa epidemia.  Se la regina Margherita e i Savoia hanno colonizzato prima Bordighera e poi Roma con le palme perché l’associavano all’aria buona e salutare,  bisognerà chiedersi se per caso non sia cambiato qualcosa nell’aria, inquinamento, estate torride e tropicali, elettrosmog : quanto le onde radio fanno male alle palme?  Staremo a vedere con attenzione i futuri sviluppi. Intanto ricordiamo anche i numeri del Servizio Fitosanitario Regionale  per segnalare avvistamenti e informazioni su eventuali infestazioni : fax 516.86.828 Tel. 516.84.047 – 516.86.827-516.86.821

Antimo Palumbo

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