Gennaio 2008

E’ vero che per me gli alberi sono dei maestri – di cosa non saprei dirlo- ma dei maestri silenziosi, dei maestri del silenzio. Non sono il solo a pensarlo . Queste parole semplici e sagge introducono il ricordo e l’omaggio a Jacques Brosse, l’insigne di autore di “Mitologia degli alberi” scomparso all’alba del 3 gennaio di quest’anno, a 86 anni, a Sarlat nella verde Dordogne francese. Naturalista, monaco zen, storico del cristianesimo e filosofo, presenza fondamentale per ciò che riguarda la cultura dell’albero, oltre a “Mitologia degli alberi” pubblicato nel 1989 per le edizioni Plon (tradotto e pubblicato in Italia dalla Rizzoli) un testo “pietra miliare” letto, citato, copiato:  “l’abecedario della storia degli alberi”, è stato autore di diversi libri dedicati agli alberi. Ricordiamo : “La magia delle piante “ Edizioni Studio Tesi, 1992 ; “Gli alberi : storia e leggende” Allemandi 1989,  per il quale ha ricevuto il 28 Gennaio del 1989 l’importante Premio internazionale Nonino  riservato ad uno scrittore straniero purché pubblicato in Italia; la “Larousse des arbres et des arbustes” (2000) e “L’Arbre et l’Eveil” Albin Michel 1997  ancora non pubblicati in Italia. Ricchi, affascinanti, pieni di amore per gli alberi e per i boschi, i suoi libri come la sua vita, uno sciame di esperienze diversificate che si sviluppano producendo quello che succede agli autentici saggi : “il loro pensiero e la loro esistenza viaggiano sempre in armonia”. Un’esistenza che inizia il 21 agosto del 1922 a Parigi. Quarto figlio di cinque, di una famiglia di industriali borghesi, viene iniziato dal fratello Pierre, di 18 anni più grande, allo studio della natura e alla conoscenza della storia. Studente curioso e irrequieto studia il cinese e le culture orientali. Fondamentale l’incontro con Simonne Jacquemard  ( a sua  volta scrittrice, autrice, tra l’altro di  “Pitagora e l’armonia delle sfere”.) che sposerà nel 1955 e che resterà al suo fianco fino all’ultima ora. Nel 1945 diventa amico di Albert Camus che  pubblica sulla sua  rivista “L’Arche” il suo primo testo .”Il Segreto”. Un testo che lo fa conoscere ai servizi diplomatici francesi che lo nominano corrispondente della Radio Francese alle Nazioni Unite di New York. Ma lì rimarrà per poco ,solo due anni. Ritorna in Francia e nel 1953 entra alle edizioni Robert Laffont come redattore capo di enciclopedie e collezioni, dove vi rimane fino al 1981. Nel 1956 si trasferisce nella Dordogne dove , insieme a Simonne, crea due riserve naturali : la Devinerie en Sarthe du sud a 30 km da Mans (1965-1988) e le Verdier presso Eyzies nella Dordogne del Sud ( 1988-2003). Prolifico autore di numerose opere e testi, è del 1956 la sua opera più importante “L’ordine delle cose “ .Dopo il breve periodo dell’”espansione di coscienza” legate alle sue varie amicizie, tra gli altri :Alan Watts, Henri Michaux , Lanza del Vasto, Jean Cocteau negli anni settanta si apre alla strada mistica : lo zen e il buddismo. Allievo del maestro zen Taisen Deshimaru nel 1974 viene ordinato monaco e nel 1982 , dopo la morte del suo maestro diventa a sua volta insegnante e maestro e fonda nel 1996 l’Associazione Zen Doshin. Nel 1987 riceve le Grand Prix de Letterature de l’Académie Francaise per l’insieme delle sue opere. L’ultima delle quali, il suo testamento spirituale, scritto nel Settembre 2007 ,  è “ Pourquoi naissons-nous et autres question impertinentes” Albin Michel (Settembre 2007).

Antimo Palumbo

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